Agli inizi di novembre, quando in particolare nell’Italia continentale inizia a far freddo, alle primi luci dell’alba, mani esperte estraggono dal bel fiore del Krokus i suoi pistilli, il pregiatissimo zafferano. Le origini di questa spezia sono molto antiche. Risalgono probabilmente all’epoca dell’Inquisizione allorché un monaco, di rientro da un suo viaggio in oriente, introdusse i bulbi del Krokus nel suo paese di origine in provincia di L’Aquila, in Abruzzo. Il Krokus, un’iridacea dal bel colore viola, pare sia originario della Persia, dell’Asia Minore e della Grecia, venendo distribuito successivamente in India, Cina ed anche in Europa, divenendo vera fonte di ricchezza per le popolazioni dell’altopiano di Navelli, poco lontano da L’Aquila.

Il suo valore è inestimabile e le sue proprietà coloranti ed aromatiche sono inimitabili. Occorrono svariati milioni per acquistarne un solo chilo così da rendere efficace la sua denominazione di oro rosso. Il prodotto puro, non quindi la polvere gialla che si acquista in bustine al supermercato, ma i rossi pistilli del fiore, si conservano di norma in piccoli vasetti di vetro che ne contengono un grammo, quantità più che sufficiente per condire per svariate volte alcuni dei cibi che meglio si adattano allo zafferano, farro, spaghetti alla chitarra, minestroni, polpette di manzo ecc.. Ed eccovi a tal proposito qualcuna delle ricette più semplici per assaporare l’aroma ed il profumo di questa preziosa spezia. Prima di procedere a cucinare qualsiasi cosa è indispensabile immergere in una mezza tazza di acqua calda cinque-sei pistilli a persona per almeno un’ora preparando l’infuso con cui poi si procederà a condire la nostra pietanza. Tra le cose più semplici da preparare una pasta con la cipolla e le acciughe. Si fa soffriggere una buona quantità di cipolla in olio a fuoco lento, una cipolla grossa o due piccole per quattro persone. Al soffritto si aggiungono poi tre o quattro piccole acciughe sotto sale ben lavate e senza lisca e si fanno saltare per due o tre minuti insieme alla cipolla facendo attenzione a non bruciare il condimento che va stemperato con un po’ di vino bianco. Quando la pasta è al dente, si scola e si fa saltare in padella insieme al condimento e all’infuso di zafferano. Si può aggiungere a piacimento un pizzico di pepe nero ed un po’ di noce moscata. Per un secondo appetitoso procuratevi mezzo chilo di carne di manzo o di vitello tritata, un uovo, un decilitro di latte, settanta grammi di mollica di pane, mezzo bicchiere di vino bianco secco, un trito di prezzemolo, sale e pepe q.b.. Mescolate la carne tritata alle uova, alla mollica, al latte, al prezzemolo e, ovviamente, all’infuso di zafferano preparato precedentemente, quindi ottenete dall’impasto delle polpette. Fatele poi rosolare in padella con olio extravergine d’oliva stemperandole con il mezzo bicchiere di vino bianco. Quando il vino sarà evaporato aggiungete un po’ d’acqua e fate cuocere a fuoco lento per circa venti minuti e servite su un piatto di portata possibilmente caldo. Abbandonati i monti dell’Abruzzo ed il prezioso zafferano ridiscendiamo lungo lo stivale per rientrare in Sicilia accingendoci a preparare un altro pasto abbondante e gustoso con le ricette tipiche della nostra terra. Ricominciamo con un primo piatto rivolgendoci alla tradizione gastronomica siracusana dove un posto di rilievo occupa “a pasta ca muddica” (la pasta con la mollica). La preparazione di questo piatto è quanto mai semplice e rapida così come facile è reperire gli ingredienti che sono dieci acciughe (ovviamente salate e quindi da pulire e privare della lisca), aglio in quantità variabile secondo i gusti, mezzo bicchiere di vino bianco, abbondante prezzemolo, mollica di pane tritata ed olio extravergine di oliva. Fate soffriggere l’aglio tagliato in pezzettini in olio extravergine di oliva, quindi aggiungete al soffritto le acciughe e stemperate il tutto con mezzo bicchiere di vino bianco sino alla sua completa evaporazione. Poco prima di spegnere la fiamma aggiungete un trito finissimo ed abbondante di prezzemolo. Se volete potete insaporire ulteriormente con capperi e peperoncino rosso. A parte, abbrustolite la mollica di pane tritata. Fate lessare la pasta, preferibilmente spaghetti, e quando è al dente scolatela e fatela saltare in padella con il condimento aggiungendo quanto basta della mollica di pane facendo attenzione a non asciugare troppo il condimento. Già che abbiamo a portata di mano aglio, acciughe, mollica di pane, prezzemolo, vino bianco e capperi, aggiungendo a questi ingredienti delle seppioline non troppo grosse possiamo preparare un secondo piatto tipico di un’altra meravigliosa regione italiana, le Marche. Preparate un impasto con olio, aglio finemente tritato, acciughe salate, ben lavate, senza lisca e sminuzzate, prezzemolo, mollica di pane, il tutto amalgamato con un goccio d’olio extravergine di oliva ed un po’ di vino bianco ed aggiungete sale e pepe nero quanto basta. A questo punto lavate bene le seppioline, togliete i tentacoli e riempitele con l’impasto richiudendo il tutto con gli stessi tentacoli fissati bene con uno stuzzicadenti. Infornate in una teglia ben oliata e servite questo piatto caldo.

 

Ed allora buon lavoro e, ovviamente, buon appetito.